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Cervaro Della Sala Igt 2017 - Antinori

Prezzo originale €45,50 - Prezzo originale €45,50
Prezzo originale
€45,50
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Prezzo attuale €45,50
iva inclusa
Categoria: Vino rosso
Provenienza: Umbria
Annata: 2017
Formato: 750 ml
Denominazione: IGT
Vitigni: Chardonnay, Grechetto
Alcol: 13 % vol.
Temperatura di servizio: 8/10 °C
Aroma: Fiori di acacia amalgamati, sentori di vaniglia, burro, nocciola, pere, agrumi
Abbinamenti: Crostacei, pesce

Un vino nobile, dedicato ai proprietari del Castello della Sala e che porterà sulla vostra tavola un sorso degno delle grandi corti del XIV secolo. Elegante e intenso, ma al contempo fresco e dal grande dinamismo, fonde le migliori uve Chardonnay con una piccola parte di Grechetto. La sua unicità deriva però dalla fermentazione malolattica ed affinamento in barriques, primo bianco italiano a nascere dopo una simile lavorazione. Un vino che nasce dopo quattro ore di macerazione pellicolare per i mosti, che non ha fretta di rivelarsi e poi esplode all'improvviso. Da sorseggiare nelle grandi occasioni, dopo aver respirato i sentori di pera, agrumi e fiori di acacia, che si sposano con quelli di vaniglia. Per poi sprigionare un gusto pieno, persistente, con note dolci di burro, di nocciola.

Antinori

Famiglia patrizia già attiva nel commercio nel 1302, gli Antinori furono protagonisti nella fiorente attività economica della città tra il 1336 e il 1340. E già a partire dal 1385, Giovanni di Pietro Antinori entrò nella compagnia dell'Arte dei Vinattieri. La stessa attività che i suoi eredi hanno proseguito secolo dopo secolo, arrivando fino al giorno d'oggi. Decima azienda familiare più antica del mondo, sono 26 generazioni che qui si fa vino, nel rispetto di una tradizione che si perde ai tempi di Leonardo da Vinci ma con l'attenzione indispensabile a presentare prodotti di altissima qualità anche al consumatore d'oggi. "Le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo", ama dire il Marchese Piero. E per questo le tradizionali tenute in Toscana e Umbria hanno accolto nei secoli e decenni uve autoctone e internazionali, coltivazioni e fermentazioni sempre nuove e coerenti con una tradizione già apprezzata da Caterina e Cosimo III de' Medici.