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Sauvignon Blanc Isonzo 2018 – Tenuta Del Morer

6,90

Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli.Ha un profumo che ricorda la frutta esotica e la foglia del pomodoro. Il sapore è grasso,invitante. Pigiadiraspatura immediata all’arrivo in cantina delle uve,raccolte a una temperatura di 22°C. Criomacerazione a 5/6°C. Pressatura soffice. Raffreddamento del mosto a 15°C. Decantazione per una notte.Travaso del mosto pulito con inoculo dei lieviti selezionati. Fermentazione a 18°C per 14 giorni. Travaso e affinamento in vasca d’acciaio.

Feudi di San Gregorio

 

Dall’Antica Roma ad oggi: una terra unica

 

Una terra ricca e storica, aspra e dolce insieme, dalle connotazioni forti e sensazioni intense. È l’Irpinia, raccontata già da Plinio e Strabone e che offre montagne, colline, pianure e corsi d’acqua ideali per crescere vigne note già ai tempi dell’Antica Roma. Qui, grazie ai venti e le piogge che regalano un microclima unico in Campania, da secoli le comunità producono vini che vengono tramandati di famiglia in famiglia. E che Pierpaolo Sirch ha selezionato per produrre, scegliendo tra oltre 800 vigneti a disposizione dei Feudi di San Gregorio.

Alla riscoperta del Mediterraneo

 

I vini prodotti qui sono quindi pezzi unici, prodotti in tiratura limitata (circa 2.000 bottiglie) e non destinati ai canali commerciali tradizionali. Feudi di San Gregorio è oggi il marchio simbolo del rinascimento enologico del meridione d’Italia e di una cultura del bere volta a riscoprire l’identità dei sapori mediterranei. Una vera e propria dichiarazione d’amore a una terra antica, alle sue tradizioni e alla sua ospitalità. Ecco perché la cantina dell’azienda va ben oltre la lunga bottaia che ospita i vini rossi. È infatti un forum, un luogo di incontro, di confronto, di conoscenza, di meditazione, un laboratorio di idee e cultura, un luogo di accoglienza e ristoro.

Il vino come un’opera d’arte

 

Al progetto hanno partecipato professionisti di livello mondiale. L’architetto giapponese Hikaru Mori si è occupato di dare unità architettonica alle strutture preesistenti, sviluppatesi nel tempo. Massimo e Lella Vignelli, simboli del design italiano nel mondo hanno invece creato le etichette dell’azienda, oltre che disegnato gli arredi e gli interni. L’arte è al centro di tutto ai Feudi di San Gregorio, un luogo in cui la bottiglia è il frutto di un processo pienamente creativo. Al pari di quello di un illustratore, un designer, uno scultore. Il tutto nel pieno rispetto delle tradizioni.

Sauvignon Blanc Isonzo 2018 – Tenuta Del Morer

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Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli.Ha un profumo che ricorda la frutta esotica e la foglia del pomodoro. Il sapore è grasso,invitante. Pigiadiraspatura immediata all’arrivo in cantina delle uve,raccolte a una temperatura di 22°C. Criomacerazione a 5/6°C. Pressatura soffice. Raffreddamento del mosto a 15°C. Decantazione per una notte.Travaso del mosto pulito con inoculo dei lieviti selezionati. Fermentazione a 18°C per 14 giorni. Travaso e affinamento in vasca d’acciaio.

Feudi di San Gregorio

 

Dall’Antica Roma ad oggi: una terra unica

 

Una terra ricca e storica, aspra e dolce insieme, dalle connotazioni forti e sensazioni intense. È l’Irpinia, raccontata già da Plinio e Strabone e che offre montagne, colline, pianure e corsi d’acqua ideali per crescere vigne note già ai tempi dell’Antica Roma. Qui, grazie ai venti e le piogge che regalano un microclima unico in Campania, da secoli le comunità producono vini che vengono tramandati di famiglia in famiglia. E che Pierpaolo Sirch ha selezionato per produrre, scegliendo tra oltre 800 vigneti a disposizione dei Feudi di San Gregorio.

Alla riscoperta del Mediterraneo

 

I vini prodotti qui sono quindi pezzi unici, prodotti in tiratura limitata (circa 2.000 bottiglie) e non destinati ai canali commerciali tradizionali. Feudi di San Gregorio è oggi il marchio simbolo del rinascimento enologico del meridione d’Italia e di una cultura del bere volta a riscoprire l’identità dei sapori mediterranei. Una vera e propria dichiarazione d’amore a una terra antica, alle sue tradizioni e alla sua ospitalità. Ecco perché la cantina dell’azienda va ben oltre la lunga bottaia che ospita i vini rossi. È infatti un forum, un luogo di incontro, di confronto, di conoscenza, di meditazione, un laboratorio di idee e cultura, un luogo di accoglienza e ristoro.

Il vino come un’opera d’arte

 

Al progetto hanno partecipato professionisti di livello mondiale. L’architetto giapponese Hikaru Mori si è occupato di dare unità architettonica alle strutture preesistenti, sviluppatesi nel tempo. Massimo e Lella Vignelli, simboli del design italiano nel mondo hanno invece creato le etichette dell’azienda, oltre che disegnato gli arredi e gli interni. L’arte è al centro di tutto ai Feudi di San Gregorio, un luogo in cui la bottiglia è il frutto di un processo pienamente creativo. Al pari di quello di un illustratore, un designer, uno scultore. Il tutto nel pieno rispetto delle tradizioni.

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