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Caratteristiche


pronta consegna
Pronta consegna garantita| si
Categoria
Categoria | Pils
formato
Formato | 330 ml
Gradazione
Gradazione | 4, 7% vol.
Provenienza
Provenienza | Scozia
colore
Colore | dorata
Aroma
Aroma | biscotto, crosta di pane
Gusto
Gusto | amaro
Giudizio
Giudizio di bevo.it | PER OGNI OCCASIONE

Lost Lager Cl.33 – Brewdog (Lattina)

2,50

Realizzata con luppolo Saphir, utilizzato in dry hopping, Lost Lager è una Pils dal colore dorato brillante. Fresca nei sentori, al naso ed al palato la base maltata, con le sue note di crosta di pane e biscotto, bilancia le note più pungenti, erbacee e fresche del luppolo. Delicatamente amara.

BrewDog

 

Due amici delusi al bar e la loro idea geniale

Due amici al bar, che si ritrovano come ogni sera intorno a un tavolo e discutono sulle birre scadenti che si ritrovano davanti, tipiche di una produzione smaccatamente industriale che caratterizza fin troppo il mercato delle isole britanniche. Sono James e Martin, due ragazzi di appena 24 anni, il luogo è Fraserburgh, anonimo centro di pescatori nel nord della Scozia, e l’anno è il 2007. Quello scambio di battute dà origine a un’idea, e quell’idea genera un progetto che ben presto darà vita a un piccolo impero. Quello è infatti il giorno in cui nasce la BrewDog. Marchio che oggi ha reso le IPA un autentico must su tutte le tavole del mondo.

Gli inizi difficili, tra debiti e un furgone scassato

Il progetto di James e Martin non è facile. Infatti, quando affittano un locale nell’aprile di quel freddo 2007, sono costretti a chiedere prestiti in banca che spaventerebbero chiunque, ma indispensabili per investire un ingente capitale in acciaio inossidabile destinato a contenere le loro prime, estreme birre fatte a mano. Fatte letteralmente a mano, dato che erano loro stessi a riempire singolarmente ogni bottiglia di BrewDog, per poi provare a venderla nei mercati locali dopo aver smontato un vecchio furgone tutto ammaccato.

La nuova sensazione della birra nel mondo

I due giovani, però, ci sapevano fare eccome. Mossi da un desiderio tanto profondo quanto tangibile, come quello di appassionare le genti del mondo alla birra artigianale. E già l’anno successivo la loro produzione della birra più forte della storia britannica attirò su di loro l’attenzione dei media. E qualche ostacolo, certo, ma anche le prime richieste di esportazione dalla Svezia, gli Stati Uniti, addirittura il Giappone. BrewDog si stava già costruendo un nome, in una parabola destinata a crescere a dismisura negli anni successivi. Basti pensare ai 10 mila nuovi soci del 2013. E il tutto era nato dalla lamentela per una birra troppo scadente, una sera, in un piccolo bar di pescatori…

Lost Lager Cl.33 – Brewdog (Lattina)

2,50

Caratteristiche


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Categoria
Categoria | Pils
formato
Formato | 330 ml
Gradazione
Gradazione | 4, 7% vol.
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Provenienza | Scozia
colore
Colore | dorata
Aroma
Aroma | biscotto, crosta di pane
Gusto
Gusto | amaro
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Realizzata con luppolo Saphir, utilizzato in dry hopping, Lost Lager è una Pils dal colore dorato brillante. Fresca nei sentori, al naso ed al palato la base maltata, con le sue note di crosta di pane e biscotto, bilancia le note più pungenti, erbacee e fresche del luppolo. Delicatamente amara.

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Due amici delusi al bar e la loro idea geniale

Due amici al bar, che si ritrovano come ogni sera intorno a un tavolo e discutono sulle birre scadenti che si ritrovano davanti, tipiche di una produzione smaccatamente industriale che caratterizza fin troppo il mercato delle isole britanniche. Sono James e Martin, due ragazzi di appena 24 anni, il luogo è Fraserburgh, anonimo centro di pescatori nel nord della Scozia, e l’anno è il 2007. Quello scambio di battute dà origine a un’idea, e quell’idea genera un progetto che ben presto darà vita a un piccolo impero. Quello è infatti il giorno in cui nasce la BrewDog. Marchio che oggi ha reso le IPA un autentico must su tutte le tavole del mondo.

Gli inizi difficili, tra debiti e un furgone scassato

Il progetto di James e Martin non è facile. Infatti, quando affittano un locale nell’aprile di quel freddo 2007, sono costretti a chiedere prestiti in banca che spaventerebbero chiunque, ma indispensabili per investire un ingente capitale in acciaio inossidabile destinato a contenere le loro prime, estreme birre fatte a mano. Fatte letteralmente a mano, dato che erano loro stessi a riempire singolarmente ogni bottiglia di BrewDog, per poi provare a venderla nei mercati locali dopo aver smontato un vecchio furgone tutto ammaccato.

La nuova sensazione della birra nel mondo

I due giovani, però, ci sapevano fare eccome. Mossi da un desiderio tanto profondo quanto tangibile, come quello di appassionare le genti del mondo alla birra artigianale. E già l’anno successivo la loro produzione della birra più forte della storia britannica attirò su di loro l’attenzione dei media. E qualche ostacolo, certo, ma anche le prime richieste di esportazione dalla Svezia, gli Stati Uniti, addirittura il Giappone. BrewDog si stava già costruendo un nome, in una parabola destinata a crescere a dismisura negli anni successivi. Basti pensare ai 10 mila nuovi soci del 2013. E il tutto era nato dalla lamentela per una birra troppo scadente, una sera, in un piccolo bar di pescatori…

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