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Caratteristiche


pronta consegna
Pronta consegna garantita| si
Annata
Annata | 2019
Provenienza
Provenienza | Toscana
Denominazione
Denominazione | DOC
vitigni
Vitigni | Cabernet Sauvignon 50%, Merlot 30%, Syrah 20%
alcol
Alcol | 14 % vol.
formato
Formato | 750 ml
Consumo Ideale
Consumo Ideale | N.D.
Temperatura di servizio
Temperatura di servizio | 18°
Aroma
Aroma | complesso con note di frutti rossi, spezie dolci e caffè tostato.
abbinamenti
Abbinamenti | carne rossa
Giudizio
Giudizio di bevo.it | ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA
Categoria
Categoria | vino rosso

Il Bruciato Bolgheri Doc 2019 – Antinori

20,80 17,90

Il Bruciato nasce nel 2002, in una delle più difficili vendemmie di Tenuta Guado al Tasso, per raccontare

e far conoscere secondo uno stile moderno il terroir unico di Bolgheri. Le uve Cabernet Sauvignon,

Merlot e Syrah accuratamente selezionate, provengono da vigneti situati su suoli con un’ ampia

variabilità geologica capaci di esprimere una grande complessità.

ANTINORI

 

Il vino come arte, dai tempi di Leonardo

“Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”. Lo disse il fiorentino più famoso e celebrato di ogni tempo, Leonardo da Vinci. E chissà, anche il Genio per antonomasia del Rinascimento potrebbe aver bevuto un calice di vino rosso prodotto dalla Famiglia Antinori. Famiglia patrizia già attiva nel commercio nel 1302 (erano iscritti all’Arte della Seta), gli Antinori furono protagonisti nella fiorente attività economica della città tra il 1336 e il 1340. Quando Firenze era la città più ricca e rinomata del mondo occidentale. E già a partire dal 1385, Giovanni di Pietro Antinori entrò nella compagnia dell’Arte dei Vinattieri. La stessa attività che i suoi eredi hanno proseguito secolo dopo secolo, arrivando fino al giorno d’oggi.

Una dinastia al passo coi tempi

Gli Antinori del 2020 sono l’anello di congiunzione con una dinastia che contribuì alla fama di Firenze, un retaggio che tutto il mondo conosce, venera e ama. Decima azienda familiare più antica del mondo, sono 26 generazioni che qui si fa vino, nel rispetto di una tradizione che si perde ai tempi di Leonardo da Vinci ma con l’attenzione indispensabile a presentare prodotti di altissima qualità anche al consumatore d’oggi. “Le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo”, ama dire il Marchese Piero. E per questo le tradizionali tenute in Toscana e Umbria hanno accolto nei secoli e decenni uve autoctone e internazionali, coltivazioni e fermentazioni sempre nuove e coerenti con una tradizione già apprezzata da Caterina e Cosimo III de’ Medici.

Un patrimonio e una missione

“La nostra biblioteca ha molti titoli, ma per noi non è abbastanza ricca. Abbiamo una missione che non è del tutto compiuta, il che ci spinge ad esprimere il vasto potenziale dei nostri vigneti e a conciliare il nuovo che rimane da scoprire con il patrimonio del gusto toscano che include tradizione, cultura, agricoltura, l’artistico ed il letterario”, spiega Piero Antinori. Facendo un ideale occhiolino a quel Leonardo che più di cinquecento anni fa raccontava al mondo la sua felicità nel bere l’ottimo vino di casa sua.

Il Bruciato Bolgheri Doc 2019 – Antinori

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Alcol | 14 % vol.
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Aroma | complesso con note di frutti rossi, spezie dolci e caffè tostato.
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Abbinamenti | carne rossa
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Il Bruciato nasce nel 2002, in una delle più difficili vendemmie di Tenuta Guado al Tasso, per raccontare

e far conoscere secondo uno stile moderno il terroir unico di Bolgheri. Le uve Cabernet Sauvignon,

Merlot e Syrah accuratamente selezionate, provengono da vigneti situati su suoli con un’ ampia

variabilità geologica capaci di esprimere una grande complessità.

ANTINORI

 

Il vino come arte, dai tempi di Leonardo

“Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano i vini buoni”. Lo disse il fiorentino più famoso e celebrato di ogni tempo, Leonardo da Vinci. E chissà, anche il Genio per antonomasia del Rinascimento potrebbe aver bevuto un calice di vino rosso prodotto dalla Famiglia Antinori. Famiglia patrizia già attiva nel commercio nel 1302 (erano iscritti all’Arte della Seta), gli Antinori furono protagonisti nella fiorente attività economica della città tra il 1336 e il 1340. Quando Firenze era la città più ricca e rinomata del mondo occidentale. E già a partire dal 1385, Giovanni di Pietro Antinori entrò nella compagnia dell’Arte dei Vinattieri. La stessa attività che i suoi eredi hanno proseguito secolo dopo secolo, arrivando fino al giorno d’oggi.

Una dinastia al passo coi tempi

Gli Antinori del 2020 sono l’anello di congiunzione con una dinastia che contribuì alla fama di Firenze, un retaggio che tutto il mondo conosce, venera e ama. Decima azienda familiare più antica del mondo, sono 26 generazioni che qui si fa vino, nel rispetto di una tradizione che si perde ai tempi di Leonardo da Vinci ma con l’attenzione indispensabile a presentare prodotti di altissima qualità anche al consumatore d’oggi. “Le antiche radici giocano un ruolo importante nella nostra filosofia, ma non hanno mai inibito il nostro spirito innovativo”, ama dire il Marchese Piero. E per questo le tradizionali tenute in Toscana e Umbria hanno accolto nei secoli e decenni uve autoctone e internazionali, coltivazioni e fermentazioni sempre nuove e coerenti con una tradizione già apprezzata da Caterina e Cosimo III de’ Medici.

Un patrimonio e una missione

“La nostra biblioteca ha molti titoli, ma per noi non è abbastanza ricca. Abbiamo una missione che non è del tutto compiuta, il che ci spinge ad esprimere il vasto potenziale dei nostri vigneti e a conciliare il nuovo che rimane da scoprire con il patrimonio del gusto toscano che include tradizione, cultura, agricoltura, l’artistico ed il letterario”, spiega Piero Antinori. Facendo un ideale occhiolino a quel Leonardo che più di cinquecento anni fa raccontava al mondo la sua felicità nel bere l’ottimo vino di casa sua.

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