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Caratteristiche


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Pronta consegna garantita| si
Categoria
Categoria | Gift pack
formato
Formato | 750 ml
Gradazione
Gradazione |
Provenienza
Provenienza | Belgio
colore
Colore |
Aroma
Aroma |
Gusto
Gusto |
Giudizio
Giudizio di bevo.it | ALMENO UNA VOLTA NELLA VITA

CHIMAY GRAN RESERVE(BLUE) CL.75 CASSETTA LEGNO – CHIMAY

11,90

Chimay grande reserve da cl.75 in una caratteristica confezione in legno da regalo. La Chimay Grande Reserve (blue)ha 9% alc. ed è una birra Trappista scura dall’aroma potente. È nel 1956 che la comunità monastica crea una birra di Natale. Questa birra scura sprigiona una leggera nota fiorita rosacea associata ad un piacevole profumo di lievito fresco. La sua schiuma è spessa, cremosa e scura. I suoi aromi potenti e complessi hanno un tocco di spezie pregiate. In bocca, la birra rivela una nota di caramello. Se la Chimay Blu viene conservata in cantina, il suo sapore complesso continua a migliorare con il passar degli anni.

CHIMAY

 

Il La birra d’Abbazia: tradizione e disciplina

Tradizione secolare e birra. Due concetti che, quando vengono abbinati, non possono che evocare un luogo molto specifico in una terra altrettanto circoscritta: le Abbazie in Belgio. E, ristringendo ancora il campo, i monasteri che da secoli producono le birre giunte ai giorni nostri secondo canoni rigidissimi. Queste birre, frutto di un lavoro così rigoroso e certosino, sono nate nel 1664. Fu quello l’anno in cui l’abate di La Trappe stabilì un nuovo codice di comportamento per i suoi monaci, con regole ancora più severe da rispettare all’interno dell’abbazia. Nacque quindi l’ordine dei Monaci Cistercensi della Stretta Osservanza, anche detti trappisti. Tra le norme introdotte in quel fatidico 1664 spicca l’obbligo di bere solo acqua, con i monaci che iniziarono a produrre birra con i prodotti da loro stessi coltivati a fini di sostentamento.

Il Da un selvaggio altopiano a un riferimento per la comunità

Lo stesso avvenne a partire dal 1850 sull’altopiano selvaggio di Scourmont, dove un piccolo gruppo di rigidissimi monaci occupò l’Abbazia di Notre-Dame su ordine del Principe di Chimay. Qui, in una radura nella foresta delle Ardenne a pochi passi dal confine con la Francia, la solitudine monacale si accompagnava alla preghiera e al lavoro. Lavoro da cui è nata una delle birre trappiste oggi più famose e amate al mondo. Amatissima peraltro anche nella sua terra d’origine, dato che l’Abbazia di Scourmont ben presto decise di diventare punto di riferimento per la vita locale non solo dal punto di vista spirituale. I monaci si integrarono alla perfezione con la cittadinanza, tanto da sviluppare attività economiche che permisero a tanti di trovare un nuovo lavoro.

Il Trappisti nel terzo millennio: un equilibrio che resiste e rinasce

Il risultato è la Chimay di oggi, primo birrificio trappista per quantità prodotta (circa 180.000 ettolitri) grazie all’aiuto di operai laici, nella vicina Baileux. Il tutto coniugando le moderne tecniche produttive con il rispetto della tradizione monacale. Oltre agli immancabili, piccoli grandi segreti che in una birra trappista non possono mai mancare. Come l’acqua di Chimay, particolarmente morbida, o lo speciale lievito messo a punto da Padre Theodore sin dal 1954. Ecco perché da questo angolo riparato e rigorosissimo di Vallonia parte una birra che tutto il mondo ha imparato a conoscere e amare, anche grazie alla speciale preparazione tramandata gelosamente nei secoli.”

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